Il freddo e le copiose precipitazioni, che hanno caratterizzato il weekend, non sono riuscite a spegnere l’entusiasmo dei corridori, giunti anche dal Triveneto e dalla Francia, che hanno aderito alla “Classicissima d’epoca”, iniziativa non agonistica riservata a biciclette antecedenti al 1930. I quaranta “eroici”, rigorosamente vestiti con abbigliamento d’epoca, hanno ripercorso in due tappe (Varazze-Alassio nella giornata di sabato e Alassio-Sanremo domenica) il tratto della “Classicissima di primavera”, sotto gli occhi incuriositi degli spettatori, molti dei quali armati di macchine fotografiche. Osservando proprio le foto scattate da uno dei promotori dell’evento, Renato Bellia, si ha l’impressione che il tempo si sia fermato, tanta è la somiglianza (virando le immagini in bianco e nero) con gli scatti di 80 anni fa.

I partecipanti a questa prima edizione, entusiasti dell’accoglienza loro riservata ad Alassio, si sono già detti pronti per la seconda che, con ogni probabilità – è questa l’idea della Gesco -, prenderà il via, come per la prova dei professionisti, da Milano, con tappa obbligata nella Città del Muretto.

Inserita nel programma della manifestazione, si è svolta sabato presso l’hotel Garden di Alassio, anche la presentazione – magistralmente coordinata dall’esperto Carlo Delfino – del libro di Andrea Bartali “Gino Bartali, mio papà”. In una sala gremita e molto interessata ai tanti aneddoti e inediti racconti, erano presenti anche gli ex-campioni Gianni Motta, festeggiato per aver appena compiuto i 70 anni, e Giuseppe “Beppe” Perletto, nonchè Ivo Bensa, già giudice di corsa a livello internazionale.